SOPHIA μέσα PSYKHE

Tag

,

carlotta-culo1.jpg

 

“… Per riconoscere nella Sete il mio emblema, per significare l’unico Sogno, per non aggrapparmi mai di nuovo all’Amore, sono stata tutta un’Offerta un puro errare di Lupa nel bosco, nella notte dei Corpi, per dire la parola Innocente…”

(Alejandra Pizarnik)

La mia Carne sogna la tua Lingua, le mie Mani sono tue, giocavo con la noia e bambole di porcellana, sono Donna d’Arte irrisolta, sotto le vesti brucio per denudarmi e mangiarmi, mangiarti, adorarti, succhiarti, l’Orgasmo dei testicoli, stretti dentro di me, sono due Poesie di mistero e Urla, i tuoi peli sul Cuore, il Desidèrio che incenerisce gli Angeli, il morso di Satana, la gola in Silenzio, la Sophia delle cattive Maniere, straziare il corpo, “odori di mestruo sentimentale, in un Cuore pieno di sperma e perversità”, ferite nel Cervello, lì, ti voglio, “Amore”. L’Intelletto ti ha ingravidato. 

 

p.h 2018/06 im. 2017/18

 

Annunci

Sangue, Gens, Genius: riti familiari a Roma antica

A X I S m u n d i

Articolo originariamente pubblicato su L’ora d’Aria, in data 13 febbraio 2017, e in questa sede rivisionato.


Vogliamo disquisire in questo saggio delle credenze degli antichi Romani riguardanti la valenza esoterica del sangue e, per esteso, di quei concetti-chiave quali il genius, la gens, l’azione sacrificale (dal lat. sacer facere, “rendere sacro”, “sacralizzare”) e i culti domestici strettamente connessi all’ambito familiare. Si cominci col dire che l’antica civiltà romana, così come numerose altre culture tradizionali, vide nel sangue qualcosa di più del mero liquido ematico considerato dal punto di vista prettamente organico-materiale: si tendeva per così dire a scorgere in esso un vettore delle potenze numinose, in quanto si riteneva che in esso scorresse l’eredità genetica (vale a dire della gens), definibile come l’influenza sottile del genius della stirpe che si riverbera di generazione in generazione.

View original post 4.447 altre parole

D’O D’AMOUR

Tag

, ,

ricord1.jpg

... Saro’ sempre la Prostituta vergine, l’Angelo perverso, la Donna dai due Volti, Santa e Sinistra…”
(Anaïs Nin, Henry & June)

***

 

Qui, dove Passione m’aderisce Crisalide bramante,
dove la Magia è Orgia affamata in prima persona
Vivo, Bellezza – sgualdrina – senza veli.
Corpo – soggetto – d’Inguine declamato, Deus ingoiato.
Artefice d’Infinita Venere nella Bocca della Creazione d’eterni istanti- d’oppio –
Danzo tra Atomi che formano Galassie,
Percorro ogni Stella sulle Ali della Terra per immergermi nella Totalità.
Coscienza che disegna con le Dita SangueAmare.
Nella tua Mano, il piccolo Pube è il Sangue dorato che benedice la Poesia
– Verbo plurale –
E mi consegno – Creatura Una – al Mistero della Furia, la Divina Dimora del Tempo sospeso.
Tutta la Sapienza delle Femmine è nei miei Occhi umidi tremanti.
Guard(Ami) Uomo.
Il Sesso mi scopa Amore Irrazionale s(Porco) di Peccato.

Oh…!

 

®© 2018/06

VERTIGINAMANTIDI

Tag

,

ujh.jpg

“Le Cœur n’a qu’une seule Bouche…”
(Paul Eluard)

***

Addosso ai fianchi
soffocarsi lenti
divorarsi labbra
– bugiarde –

Lingue amanti
in armi liquide
disegnarci l’umore
– maleducato livido –

Fingersi s_conosciuti
sporcarmi
il Pube
afferrarci il Sesso
prosciugare la Fame
intossicarsi il Respiro
guardarsi Inchiostro
colarci preghiere

Bermi Capezzoli
in tua 
Opera
santificata

Oltrepassarci Cosce 
digiunanti
dipingerci
di
sale nero

Odorarci
la Pazzia

Occhi in
vertigine toccarci

Creami Utero
in tuo nome 
– eretto –
Animale trattengo
in
Ventre

E così, cadere
accadersi
fuggire
divorarsi.

Il mio Corpo infilato nella Città era un Corpo dipinto da Puttane divinità.

Ingoiata Cristianità contaminata 
venarci in pubblico
Supplizio.

Nell’Umidità dell’Anima sono nate Profezie.

 

p.h. 2018/06

ARISTIDEA

Tag

,

 

 

FGH

 

 

“… Una Donna perdona tutto, tranne che non la si desidèri…”

(Alfred de Musset, La Confessione di un Figlio del secolo, 1836)


Le sue Dita creano Elettricità 
lungo la mia Colonna vertebrale, facendo sì che il mio Corpo 
voglia andare dove il mio Cuore non lo fa.

Una Battaglia infuria 
insieme al Fuoco 
dentro di me. Sto imparando a non r(esistere).

Più 
scopo con qualcun altro, 
più sono vicino sono a te, 
sentendoti profondamente dentro la mia Anima.

È un paradosso che mi fa 
impazzire. Pazza Idea.

Volevo contare i grani 
di quel Tormento. Li volevo tenere
tutti. Volevo congelare il tempo.

Il Calore divampa dentro di me. 
Non mi vergogno, e non c’è Amore 
nel giudizio.

In qualche Vita, o tra una vita e l’altra – 
non ricordo quale – 
abbiamo convenuto che tu saresti 
stato l’Unico.

Saresti stato tu, a sorvegliare la Doratura 
della mia Carne, a proteggerla 
da quelli che non potevano toccarla.

Le sue dita danzano lungo la 
mia Coscia, la mia Schiena, fino a…
Voglio di più…

I piaceri del Corpo 
sono fugaci quanto 
il Corpo stesso, quando non sono in accordo interiore.

Non gli sto nascondendo la mia Anima 
se pensa (e ripensa) 
che sono capace di smettere di amare.

Non è così.

Non odoro di Santità
ma di ciò che vorresti se, fossimo.
Se.

– im. 2017/02/ tx. 2018/06 ®© –

Tra le righe n.7: Joyce Mansour

Poetarum Silva

Il pleut dans le coquillage bleu qu’est ma ville
Il pleut et la mer se lamente.
Le morts pleurent sans cesse, sans raison, sans mouchoirs
Les arbres se profilent contre le ciel voyageur
Exhibant leurs membres drus aux anges et aux oiseaux
Car il pleut et le vent s’est tu.
Les gouttes folles plumées de crasse
Chassent le chats dans les rues
Et l’odeur grasse de ton nom se répand sur le ciment
Des trottoirs.
Il pleut mon amour sur l’herbe abattue
Où nos corps allongés ont germé joyeusement
Tout l’été.
Il pleut, ô ma mère, et même toi tu ne peux rien
Car l’hiver marche tout seul sur l’étendue de nos plages
Et Dieu a oublié de fermer le robinet.

Joyce Mansour  ‘Déchirures’, 1955

Piove nella conchiglia blu della città
Piove e il mare si lamenta
I morti piangono senza tregua senza ragione senza fazzoletti
Gli alberi si stagliano…

View original post 2.664 altre parole

DEVOZIONE SENTIMENTALE

Tag

lok.jpg

“… Se permettete ad un Uomo di sodomizzarvi (e tale privilegio dovrebbe spettare solo a un Amante davvero sensibile), imparerete ad abbandonarvi ciecamente non solo a lui ma a voi stesse, a perdere completamente il controllo. E oltre il controllo c’è Dio…”

(Tony Bentley, The Surrender)

Per favore, Signore, parlami del mio Corpo.

Parlami di tutte le cose, che conosci meglio di me.

Mi vergogno di farmi desidèrare, di nascondermi e proteggermi, 
farmi desidèrare, di svanire e rimpicciolire.

Sfregami. Amami Odore in Odore.

Inculami.

Maneggiami.

Scuoti il ​​Dito sulla mia forma, riempimi con la tua ira nascosta.

Non trattenere nulla. (Perchè, in effetti, sospetto che potrei già sapere come andrà.)

Ho ragione?

Quando vedi le mie cosce e la sottomissione della mia carne,
questa ripida valle della mia schiena bassa, ti fa venir voglia di chiamarmi stronza?

E se mi apro le Labbra e faccio lampeggiare i miei Occhi molto lentamente, 
dici che sono una Troia?

E che dire della Dèa umida e ruvida della mia Lingua? 
E l’interno rosa scintillante della mia Bocca?

Fai queste cose così furibonde che, vuoi tagliare gli angoli delle mie Labbra.

Fino a quando non posso parlare?

Il pensiero del mio succo di ciliegia che gocciola, 
ti fa venire voglia di esplodere?

Quando cammino e mi muovo verso i suoni dell’Orgasmo gitano, cosa dirai al tuo Fallo?

Fallo tutto.

Prendi tempo, assicurati di aver finito.

Io sono tua.

E poi mettiti di fronte a me – sì, proprio lì – e guarda mentre guardo nei tuoi occhi 
e ti ricevo tra le mie braccia.

Sei un Uomo bellissimo, che canta la lode alla chiesa delle mie curve ansiose, penetranti, vogliose, della tua orgia – in me –

Vuoi la mia Fica, anche?

Prendila e leccala tutta, sa di sperma e Poesia. Sei venuto?

Entra furioso, ti prego. MaleBene, bruciami, rogami.

Mi guardi da vergine poeta, ma sei Uomo dalla cintola in su.

Il tuo Cuore mi ha ingravidato il Cuore.

Apro le gambe, per dare il benvenuto a chi accarezza invece di tagliare,
succhia invece di pugnalare.

Ci sono alcuni Uomini, che hanno capito il modo in cui sono, spogliando l’Intelletto, come una Fellatio Contemplativa peccatrice e non una minaccia.

E allora? Allora, chissà…

Sono Devozione sentimentale

Nuda.

 

2018/06 im. 2017/01

 

 

AMANLIA

Tag

, , ,

 

lom.jpg

“… In un modo selvaggio,delicato, sporco, lento, e fino all’Agonia. Vieni, andiamo a farlo. Andiamo a scopare fino a innamorarci…”

(Ana Elena Pena)

 

Voglio passare le mie Dita attraverso la sua Pelle.

Stuoia di fango e Sangue.

Voglio che il mio collo si scuota

con il suo Alito macchiato di Fumo.

Voglio essere accarezzata dalla sua Amarezza.

Essere intrappolata dalla sua Fame.

Voglio essere la sua Uccisione migliore.

Voglio il Desidèrio che fa cascare il Cuore dalle Mani.

Strofinare il Sale nelle mie Ferite ferite.

Voglio l’Odore del muschio bagnato e del Martirio del Sesso.

Per infiltrarmi nella tana del mio Amante.

Voglio foglie e serpenti striscianti sul nostro Letto.

Voglio gli animali tra i denti, voglio che il suo Sguardo mi bruci in cenere,

per cercare risposte nella Tempesta.

Voglio trasformare il Vangelo in Peccato.

Voglio che i miei beni appartengano a lui.

Voglio essere tenuta in una scatola di cose preziose.

Il rossetto spezzettato in faccia.

Incatenata da manette mielate.

Voglio essere di sua proprietà,

Voglio le notti mancanti, della Passione.

Voglio la gelosia, per mascherarmi la faccia con il fuoco.

Voglio sesso, nero brillante e brunito.

Voglio lasciare liberi i cani selvaggi, entrarmi nelle vene SangueAmare.

Voglio che mi strappi la tunica.

Il mio mantello lanciato lontano.

Voglio essere lasciata nuda tranne che per

Gioielli, tagliati dai venti della natura.

Voglio che il mio Culo, sia la tua Licenza poetica.

Non voglio che mi lecchi, da principiante, ma da saccente Coito raccomandato. 

Voglio la tua Lingua, come lezione d’Arte, che mi masturbi FicaBocca, maleducato e fiero.

Voglio che m’insegni, come essere un Mostro d’Amore. 

 

p.h. 2017/01 testo, 2018/06