“I sentieri delle ninfe nei dintorni del discorso amoroso”

Convenzionali

COP_NINFE_LR.jpgdi Gabriele Ottaviani

Anche a me capita spesso, nei sogni, di perderti.

I sentieri delle ninfe nei dintorni del discorso amoroso, Fabrizio Coscia, Exorma. Alcune sono davvero esistite, altre sono solo personaggi di finzione, altre ancora si muovono a mezza via: sono Elena di Troia, Laura, Angelica, Lolita, sono donne e simboli paradigmatici, figure femminili, affascinanti creature che incarnano il desiderio e la passione e che sono accomunate dalla peculiarità di apparire sempre in fuga, da qualcosa, da qualcuno, da sé medesime. E questo loro continuo vagare dà il ritmo all’esegesi di Coscia, che con abilità indaga le tinte varie e accese del discorso amoroso, frammentario, Barthes insegna, per antonomasia, eppure al tempo stesso sempre coerente e imprescindibile.

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Una piccola Sodoma in ogni corpo: la lussuria nell’era cristiana

POCHI AMICI * MOLTO AMORE :: Il blog di Carmine Mangone

Il cristianesimo, a partire da Paolo di Tarso, stigmatizza le pratiche e i discorsi erotici dell’antichità, esalta il celibato e aggancia la sessualità umana alla procreazione e al matrimonio eterosessuale ridimensionando ulteriormente la condizione sociale della donna, invero già piuttosto limitata nella stessa democrazia ateniese (dove i diversi ruoli di moglie, etera o concubina, erano del tutto funzionali a una regolazione patriarcale delle intemperanze asociali derivanti dalla passione amorosa). La Prima lettera di San Paolo ai Corinzi, anche in contrasto con i quattro vangeli sinottici, costituisce uno dei pilastri dottrinarî della misoginia e della ginecofobia che si stabiliranno nel mondo cristiano: ulteriore strappo rispetto al bacino naturale della vita e alle originarie prerogative creative e procreative della donna (cfr. 1Cor. 7,1-40; 11,3-10).
Nella crisi di valori e nella decadenza politica del tardo Impero romano, si assiste così a una progressiva diffamazione della sessualità, al deprezzamento della donna, nonché a…

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ALLA MIA ANIMA

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L’Anima che hai messo in me, Signore
è fumo dell’eterno incendio di memorie d’Amore.
Nasciamo e ci mettiamo a ardere, finché il fumo
dilegua come fumo.
(Yehuda Amichai)

***

Nessuno di noi può conoscere le migliaia di passi interni che ne hanno fatto un altro per sfondare, piegare ogni disparità, epurare attraverso vite, carneficina ancestrale, peso cristallizzato. E mentre ci stringiamo, cominciamo a scoprire l’intera gamma di tonalità, toni e sfumature, profondità divine della tavolozza interiore.

E non ti guarderò, Amore, per essere la mia stampella, ma odore nudo e miracoloso, come un bacio di carezze.

C’è redenzione e divinità nel testimoniare l’un l’altro. Prendiamo una nuova visione, in cui le anime preziose vengono rimesse insieme come arte, le crepe e le fessure tra la creazione della scintilla. Ed Essere, come l’oro giapponese Kintsugi che irradia la sua forza magnetica.

 

 

pvt. 2019/03 ®©

PROPOSTA…

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Ti propongo stanotte
di trovare un accordo,
un dialogo tra il mio corpo e il tuo corpo
una conversazione senza parole,
un silenzio di progetti,
che le tue dita interpretino
il linguaggio delle mie dita.
Ti propongo, semplicemente,
di prolungare la carezza,
di non pianificare l’arrivo al culmine
ma di navigare con il remo delle mie braccia
senza affatto usare i salvagente
o che il tempo tenga lo sguardo
fermo sui bottoni della tua camicia.
Ti propongo un patto di sussurri,
un convegno di gemiti,
un monologo di grida,
che tutto quel che ci diciamo
sulla pelle rimanga scritto.
Ti propongo una notte interminabile,
lenta, lentissima, così lenta
che quando ce lo domandiamo il mattino
non sappiamo chi siamo
né dove andiamo,
come se imparassimo di nuovo a leggere
proprio come due bambini piccoli,
come se imparassimo di nuovo a scrivere
sul pallido foglio del nostro corpo.
Ti propongo una lettura corporea
dal prologo dei tuoi occhi
all’epilogo della mia bocca.

Gloria Bosch, Proposta

 

 

pvt. m.c. 2017 ®©

MALOU

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Da quando sono nata,
mi sono sempre sentita al di fuori,
dovunque fossi,
fuori dall’immagine,
dalla conversazione,
sfasata,
come se fossi la sola a sentire rumori o parole che gli altri non percepiscono,
e sorda alle parole che invece sembrano sentire,
come se fossi fuori dalla cornice,
dall’altra parte di una vetrata
immensa e invisibile.

(Delphine De Vigan)

 

Ti lasci dietro delle cavità 
piene di cose bianche e morbide; 
Ed è vero, penso, 
che non sei più una di quelle cose che chiAmiAmo umani.

Il tuo Cuore si è spostato 
da qualcosa di insanguinato e aortico 
a un marmo fuso dorato, 

Le tue Ali ti tengono nascosta, in piena L’Una.

Un bambino piccolo ti vede. 
Non può fare a meno di urlare:
“Un angelo! Un angelo! “
E tu, 
tu sorridi e piangi

Per un sorso d’Immensità CARNALE…

 

 

pvt. 10/2018 ricordi mare ®©

ANGELICITA’…

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Quando l’uomo si astrae dall’ipnotizzante molteplicità dell’esistenza e si ritrae nella sua unicità che coincide con l’Unità primordiale, prova un senso di estasi e ‘riceve la forma di Voce come una moglie amante’. Egli dimora allora nel silenzio della Voce primordiale cioè preverbale e la sua estasi è erotica“.

 

Quando si viva così allucinati da coincidenze,

da ispirazioni repentine, condotti come per mano

a divinazioni trasognate,

arriva il momento quando basta osare,

darsi appena una spinta,

e si entra nella più totale, sontuosa follia,

ci si allucina, finché, ecco, compare Lei,

la donna di sogno, l’angelicità.

(Elémire Zolla, L’Amante invisibile, L’erotica sciamanica nelle religioni, nella letteratura e nella legittimazione politica)

 

 

(P.H. ®© 2017 AUTOSCATTO )

SINIESTRO DELIRIO…

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Siniestro delirio amar a una sombra.
La sombra no muere.
Y mi amor
sólo abraza a lo que fluye
como lava del infierno:
una logia callada,
fantasmas en dulce erección,
sacerdotes de espuma,
y sobre todo ángeles,
ángeles bellos como cuchillos
que se elevan en la noche
y devastan la esperanza.

Alejandra Pizarnik 

 

Sinistro delirio amare un’ombra.
L’ombra non muore.
E il mio amore
Abbraccia solo quello che scorre
Come lava dell’inferno:
Una Loggia silenziosa,
Fantasmi in dolce erezione,
Preti di schiuma,
E soprattutto angeli,
Angeli belli come coltelli
Che si alzano nella notte
E devastano la speranza.
pvt. 2018/10 effetto rosso ®© 

VERAMINA, 5

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“… Vide la testa bionda e la bella chioma stillante ambrosia e il candido collo e le rosee guance, i bei riccioli sparsi sul petto e sulle spalle, al cui abbagliante splendore il lume stesso della lucerna impallidiva; sulle spalle dell’alato iddio il candore smagliante delle penne umide di rugiada e benché l’ali fossero immote, le ultime piume, le più leggere e morbide, vibravano irrequiete come percorse da un palpito.  Tutto il resto del corpo era così liscio e lucente, così bello che Venere non poteva davvero pentirsi d’averlo generato.”

(Lucio Apuleio: Le Metamorfosi)

 

Come

se

Bocca fosse

Elemento

primitivo

Scavo

in

plurale

Voce

del

Corpo

“Si”

Mi riempi

d’Eclissi.

(P.H. ®© 2017 autoscatto )

Le licenze poetiche della sovversione

❤ …

POCHI AMICI * MOLTO AMORE :: Il blog di Carmine Mangone

I luoghi comuni sono gabbie. Il mondo mercificato fa schifo. Il “bello scrivere” è ammorbante. Bisogna quindi creare circostanze per rompere con tutte le parole edulcorate, riportando la poesia al suo significato più vero: di attitudine gioiosa e critica verso la bellezza possibile del mondo e delle relazioni tra viventi.
In tutte le espressioni dell’uomo contemporaneo, c’è sicuramente un’estremizzazione delle forme e un’opera di sfiancamento ai danni del significante; movimenti, questi, che nascono dall’incessante ricombinazione del valore ordita dai processi capitalisti e dalle contraddizioni sociali che essa innesca. Il capitale e lo Stato, non potendo permettere un’affermazione senza limiti dei viventi, ne rendono liberi i singoli frammenti di vita. La continuità tra i viventi – tra i potenziali amanti e amici – è sostituita quindi da molteplici, indistinte reattività episodiche.
Nella bellezza e nella responsabilità del vivere non esiste più un rigore, un ritmo, bensì un insieme di rigidità spacciate…

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CARA ME…

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sfeb

Alla mia Mamma ed al mio Papà. Anime di Luce. Vi sorrido, d’Amore Amore. Mi avete insegnato a splendere Oltre ogni Tutto. Grazie dalla mia Anima, ricercatrice, eterna di Bellezza, di altre Epoche e Vastità. A chi mi vuole bene ed a chi ne vorrò, nelle lacrime e nei sorrisi… Sempre e Sempre…

L’Anima viva risorge di nuova Luce e si apre, nel velo dell’Oltre. Lettera alla mia Anima. “God is in the Egg…” 

Cara Me,

Ricordati chi sei veramente. Il Corpo è un messaggero della Resistenza, la lanterna dell’Illuminazione. La Vita è un sentiero tortuoso e più ci affliggiamo e tormentiamo per la sua presunta presa, più ci si scava dentro. Le più belle epifanie della Luce piovono attraverso la più oscura lotta. Su, su, nei Cieli al di là e in tutti i sensi. E così, la buia tempesta della resistenza, passa attraverso la nostra stessa Essenza, verso l’Opera della Realizzazione, della vincita, dell’Amore, verso la Bellezza e verso la lotta di te, nella Guarigione… Ma ti amerò, mi amerò, amerò…

E ho il coraggio di…

Di…

“… Cavalca il tuo cavallo lungo i bordi della spada. Nasconditi nel mezzo delle Fiamme. I Boccioli dell’albero da frutta, fioriranno nel Fuoco. E il Sole sorge di sera…”

(Haiku zen, cit. in Marion Woodman, “Puoi volare Farfalla. Psicologia femminile e Trasformazione)

 

 

pvt. ®© 2017