BACCANTE D’ANIMA DIONISIACA

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«Le Baccanti cominciano ad agitare il tirso per i loro riti… l’eccitazione si era trasmessa all’intero bosco, alle belve: non c’era più niente di fermo, tutto si agitava in frenesia..»

 

(Euripide, Le Baccanti)

Maenad – in Greek mythology, maenads (Ancient Greek: μαινάδες, mainádes) were the female followers of Dionysus (Bacchus in the Roman pantheon)

SPERO CHE DANZERAI.. SPERO CHE DANZERAI…

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“Spero che non perderai mai il senso di meraviglia,
che ti sentirai sazia mangiando
ma non perderai mai quella fame;
possa tu non dare mai per scontato
neppure un singolo respiro,
possa Dio proibire all’amore
di lasciarti a mani vuote.
Spero che tu ti senta ancora piccola
quando sei in piedi davanti l’oceano.
Quando una porta si chiude
io spero che un’altra si apra;
promettimi che darai a ciò in cui credi
una possibilità di lottare.
E quando ti si presenterà la scelta
di star seduta in disparte
o di danzare
spero che danzerai,
spero che danzerai.
Spero che non avrai mai paura
di quelle montagne lontane,
che non ti accontenterai mai
del sentiero più facile;
vivere può voler dire assumersi dei rischi
ma vale la pena farlo,
amare può rivelarsi un errore
ma vale la pena farlo.
Non permettere a un cuore caparbio
di lasciarti amareggiata;
quando senti che stai per tradire te stessa
ripensaci,
offri ai cieli sopra di te
qualcosa di più di uno sguardo fuggevole.
E quando ti si presenterà la scelta
di star seduta in disparte
o di danzare
spero che danzerai,
spero che danzerai.”

 (Hwang Jin Yi 1506 – 1560)

 

Hwang Jin Yi Cortigiana, poeta, danzatrice, cantante – i sijo erano pensati per essere cantati, non recitati – il suo nome “d’arte” era Myeongwol che significa Luna Splendente. Hwang Jin Yi era una gisaeng o ginyeo, e cioè un’intrattenitrice di proprietà del governo. Oltre a mezza dozzina delle sue poesie, le sono sopravvissute alcune descrizioni da lei fatte delle sue danze, probabilmente destinate ad istruire le gisaeng più giovani.

 

(p.h. privata ®© 2017)

 

UN BACIO SA

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Baciami, Poesia.
Si(amo) in Guerra
e voglio
morire con
la Vita
sulla Bocca.

“Ancora oggi, mi capita di desiderare un bacio.
Non più rubato fra due porte, frettoloso e malaccorto,
ma dato e ricevuto in tranquillità e armonia.
Un bacio di bocca.
Un bacio di mano.
Uno scorcio di caviglia, un particolare della tempia,
un profumo, una palpebra, una felicità traboccante,
un’eternità.”

(Nedjma, “La mandorla”)

CIO’ CHE SONO…. DONNANIMA

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“Ciò che sono comprende anche il mio sesso, comunque non posso assolutamente togliermelo da dosso, fare finta che non esiste o astrarlo, neanche ipoteticamente. Nemmeno intendo farlo.

Leggo la poesia che certe donne scrivono in maniera da eludere il loro sesso, di negarlo, di non metterlo in mostra bensì sottrarlo alla vista. In quanto a me la mia femminilità mi eccita più che inquieta. Mi fa piacere (ne godo) e mi rende felice.”

(Barbara Korun)

 

(p.h. privata 2017 aprile)

Colors!A night out with Pamela Courson

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Pam… ❤

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I will just copy/paste this story directly from the source.

Pam Courson is usually mentioned in biographies of Jim Morrison but she almost evades a closer look at her as a person other than Morrison’s “Cosmic Mate”. In “Strictly From Hunger!” a memoir of musician John Morton’s experiences as one of the hottest bands in L.A. in 1968. The excerpt tells the story of night he and a bandmate ran into Pam Courson. “Strictly From Hunger!” is a work in progress, here is the excerpt on the night with Pam Courson.

One of our songs, “Colors”, came about because we met Pam Courson at The Whisky. She came back stage and I just figured she was a groupie wanting a piece of the band. She said her name was Valerie Sunshine (this may not have been unusual for Pam in an article about her boutique, Themis, Pam used the…

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