Alcune parole si sono barricate in suo nome

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POCHI AMICI * MOLTO AMORE :: Il blog di Carmine Mangone

Come un cammino di ronda lungo le mura d’improvvisi silenzi, scrivo per qualcuno che non conosco e che diverrà l’amico segreto delle mie improntitudini. Ambisco alla sua lealtà, non certo alla sua devozione.

Non siamo più abituati al conforto. Diventiamo estranei anche alla nostra stessa morte. (Chi sono io per voler restare sulla soglia di una gioiosa frode nei confronti della sorte?). Bisogna devirtualizzare i rapporti tra i viventi, tornare a toccarsi, mettere in comune i confini del proprio corpo.

L’ho voluta in tutti i miei pensieri.
L’ho sentita parlare alla terra, alle nuvole.
Ho protetto la nostra gioia dai piccoli concetti del tempo.
Le ho dato una mano per farmi attraversare la distanza che ci divide.
L’ho persa, l’ho ritrovata,
alcune mie parole si sono barricate in suo nome,
ma nessuno,
nessuno mai potrà nasconderci il sole, la morte,
neanche Dio, neanche l’ignoto.

Laureana Cilento, 13-14 giugno 2019. Foto:

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The lustful irony of nature gives me wood

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POCHI AMICI * MOLTO AMORE :: Il blog di Carmine Mangone

Questa tenerezza che mi coglie impreparato. Zelo di fughe, di sogni lontani. Questa mattanza di pretese nella primavera mancata. Un abito di parole pieno di buchi e che nondimeno rallegra. Seme sparso, improvvido, che il tempo tradisce e la bocca raccoglie.

Sai di buono, tu, mia candida mietitrice.

The lustful irony of nature gives me wood.

Voglio un fanatismo della tenerezza, un’incauta mancanza d’infinito lungo il corpo stanco del giorno.
La poesia mirerà al cuore sonoro del mondo e più niente avrà buio. Il nudo, la fermezza, l’incanto: l’estremo risveglio nella casa assolata.

Primo pomeriggio. Blixa dorme sul pavimento del soggiorno. Io mi provo a leggere Hilarotragoedia di Manganelli senza usare il dizionario a ogni piè sospinto. Intanto, pare arrivata finalmente la primavera: le nespole maturano, il peperoncino germina, i miei ormoni insorgono.

Faccio un complimento alla luce e questa ne approfitta bassamente. Invade ogni pensiero, se lo sbatte, e…

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Sculacciare il destino

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POCHI AMICI * MOLTO AMORE :: Il blog di Carmine Mangone

Adoro i libri impossibili, ardui, quei libri in cui non entri mai veramente, oppure dove entri e non hai alcuna idea di come poi ne esci: Bebuquin di Carl Einstein, ad esempio, oppure Hilatragoedia di Giorgio Manganelli (riletture di questi giorni).

I piccoli di cinciallegra son volati via dal nido. Abbiamo quindi dei nuovi, leggiadri destini che attraversano i cieli del mondo.

Periodo di stanchezza psico-fisica. D’altronde, sono pur sempre reduce da anni intensi e piuttosto impegnativi. La vita è dura, qui. Godo di piccole e sane bellezze, certo, però la quotidianità, sempre più spesso, si rivela davvero faticosa. Intendiamoci, non mi pento d’aver fatto una scelta drastica; il fisico regge, la città non mi manca, eppure lo spirito esulcerato dai desideri (passatemi la retorica) pretenderebbe ogni tanto qualche riscontro positivo in più.
Sto rimuginando parecchio sulla scrittura e non mi ritengo molto soddisfatto di taluni miei risultati. Devo…

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DRAGONAMANTE

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Tamburi.
Tamburi nella notte mi ridestano,
sollevo il mio corpo, lo svesto.
Indosso solo la pelle mentre il cielo si veste solo della luce delle stelle.
Tamburi, tamburi nel buio,
li seguo, mi guidano.
Adoro il loro suono che vibra nel mio petto, che si percepisce nel mio ventre.
Corro , il vento accarezza i miei seni, mi sfiora delicatamente le gambe…la mia pelle si increspa allo stesso modo in cui si increspa l’acqua al magico tocco dell’aria.
Capelli sciolti, liberi ,volano.
Tamburi, tamburi di desiderio,
danza estatica e di sesso.
Sto arrivando. Sciamani sciamane orge d’anima alchemiche.
Respiro che trema, ansimante vengo a cercarvi.
Lì ,sotto l’albero di noce, dove brillano le fiamme della passione,
lì dove brilla la libertà, dove regnano le antiche forze .
Tamburi ,
tamburi e sudore,
tamburi e fiamme,
tamburi e sussurri,
tamburi e urla di piacere,
tamburi e sangue,
tamburi e morte,
tamburi e vita.
Il mio cuore batte al ritmo di quei tamburi,
i tamburi di Dioniso dentro la DèaPuttana.
Dioniso dentro le vene.
Non si può spegnere il loro fuoco sacro, arde nei miei occhi, anche quando la notte finisce, il suono dei tamburi cessa e mi rivesto di carnalità.

Dionisa è nata.

 

pvt. 2015/05 MCLP  ®©

AUGURI AMINA…

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“Spero che non perderai mai il senso di meraviglia,
che ti sentirai sazia mangiando
ma non perderai mai quella fame;
possa tu non dare mai per scontato
neppure un singolo respiro,
possa Dio proibire all’amore
di lasciarti a mani vuote.
Spero che tu ti senta ancora piccola
quando sei in piedi davanti l’oceano.
Quando una porta si chiude
io spero che un’altra si apra;
promettimi che darai a ciò in cui credi
una possibilità di lottare.
E quando ti si presenterà la scelta
di star seduta in disparte
o di danzare
spero che danzerai,
spero che danzerai.
Spero che non avrai mai paura
di quelle montagne lontane,
che non ti accontenterai mai
del sentiero più facile;
vivere può voler dire assumersi dei rischi
ma vale la pena farlo,
amare può rivelarsi un errore
ma vale la pena farlo.
Non permettere a un cuore caparbio
di lasciarti amareggiata;
quando senti che stai per tradire te stessa
ripensaci,
offri ai cieli sopra di te
qualcosa di più di uno sguardo fuggevole.
E quando ti si presenterà la scelta
di star seduta in disparte
o di danzare
spero che danzerai,
spero che danzerai.”

 (Hwang Jin Yi 1506 – 1560)

 

Hwang Jin Yi Cortigiana, poeta, danzatrice, cantante – i sijo erano pensati per essere cantati, non recitati – il suo nome “d’arte” era Myeongwol che significa Luna Splendente. Hwang Jin Yi era una gisaeng o ginyeo, e cioè un’intrattenitrice di proprietà del governo. Oltre a mezza dozzina delle sue poesie, le sono sopravvissute alcune descrizioni da lei fatte delle sue danze, probabilmente destinate ad istruire le gisaeng più giovani.

 

(p.h. ®© 2019)

VITALISMO

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VITALISMO

Come un tamburo batte
(qualcuno grida: calmati!
risponde: tutto e subito!)

Tutto e subito, è più
che uno scroscio
di primo mattino

È un sangue leggero
su alghe su piume
non basta mai

Il sesso chiama
dilata il mondo
che movimento –

Teniamone conto
finché si è in tempo.

 

(Nelo Risi, da Dentro la sostanza, Mondadori, 1965)

 

 

PVT. 2018/10 ®©

“I sentieri delle ninfe nei dintorni del discorso amoroso”

Convenzionali

COP_NINFE_LR.jpgdi Gabriele Ottaviani

Anche a me capita spesso, nei sogni, di perderti.

I sentieri delle ninfe nei dintorni del discorso amoroso, Fabrizio Coscia, Exorma. Alcune sono davvero esistite, altre sono solo personaggi di finzione, altre ancora si muovono a mezza via: sono Elena di Troia, Laura, Angelica, Lolita, sono donne e simboli paradigmatici, figure femminili, affascinanti creature che incarnano il desiderio e la passione e che sono accomunate dalla peculiarità di apparire sempre in fuga, da qualcosa, da qualcuno, da sé medesime. E questo loro continuo vagare dà il ritmo all’esegesi di Coscia, che con abilità indaga le tinte varie e accese del discorso amoroso, frammentario, Barthes insegna, per antonomasia, eppure al tempo stesso sempre coerente e imprescindibile.

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Una piccola Sodoma in ogni corpo: la lussuria nell’era cristiana

POCHI AMICI * MOLTO AMORE :: Il blog di Carmine Mangone

Il cristianesimo, a partire da Paolo di Tarso, stigmatizza le pratiche e i discorsi erotici dell’antichità, esalta il celibato e aggancia la sessualità umana alla procreazione e al matrimonio eterosessuale ridimensionando ulteriormente la condizione sociale della donna, invero già piuttosto limitata nella stessa democrazia ateniese (dove i diversi ruoli di moglie, etera o concubina, erano del tutto funzionali a una regolazione patriarcale delle intemperanze asociali derivanti dalla passione amorosa). La Prima lettera di San Paolo ai Corinzi, anche in contrasto con i quattro vangeli sinottici, costituisce uno dei pilastri dottrinarî della misoginia e della ginecofobia che si stabiliranno nel mondo cristiano: ulteriore strappo rispetto al bacino naturale della vita e alle originarie prerogative creative e procreative della donna (cfr. 1Cor. 7,1-40; 11,3-10).
Nella crisi di valori e nella decadenza politica del tardo Impero romano, si assiste così a una progressiva diffamazione della sessualità, al deprezzamento della donna, nonché a…

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