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“Ti ricordi quando mi scopavi dentro i cessi della metropolitana?
Eravamo liberi, misantropi, due sogni rasati, il sesso della Luna e l’orgasmo del Sole.
Ti cucivo nel sangue, senza tregua o perversione.
Mi abitavi dentro le ossa e ungevi le costellazioni, da una parte all’altra della carne.

Crampi e Verbi stirati in acqua ragia.

Bastava poco per… E poi, cos’è successo?
Da quale livido siamo usciti?

La linea numero 9 passava sempre alle 17.00.

Ricordo il fiato che ci spingeva in gola.
Due verginità che si davano appuntamento, per tatuarsi minuti e orologi violentati e sudati, sulle pillole dei nervi.

Il rumore delle rotaie era niente rispetto alle nuche, agli umori e al pavimento che fottevano mattatoi contro natura.
I morsi, i respiri fradici erano cattedrali che profumavano di urne rosse, dove le dita cambiavano città e vene.

E più ti bevevo l’ossigeno, più ci uccidevamo le anime, figlie di puttane interrotte.

La borghesia media, contro la pazzia anarchica.

Ti amavo, lo sai vero?!
Che domande! Certo che lo sai!

Sono agitata, non credevo di ritrovarti in questo Motel, dopo anni, mesi, secoli.

Una vita disoccupata a fantasticarti.

Tu mi guardi e non dici nulla.
Sono stronza perché non dovevo vederti.

Tu hai una famiglia e valige di niente.

Io violini e penne logorroiche.
Credo che sputino di più, quando le tradisco in altri letti.

Sei felice con lei?

Non dirmelo, annuso la risposta nei silenzi.
Ha il mio cuore. Ti odio!

Hai sbattuto la nostra vita nell’orinatoio e con un vaffanculo, hai vomitato la croce, infettandomi il cielo!

Ti amo perché ti odio, ti odio mentre ti amo.

Sei uno sparo sugli occhi.
Mi guardi, urli ma non ti sento.

Non voglio toccarti, sarebbe un delirio analfabeto continuare dove le assenze sono diventate lo sterco degli angeli!

Ti amo, stai zitto, amore mio, non dire niente, vattene, ti uccido, amore contro, amore sporcato, ti odio, amore mio, restami, ti uccido!

Amore.
Mi hai ucciso.

Sanguino inchiostro bruciato.
Ritorno su Giove, ti aspetto.
Ci dissolveremo in piccoli morsi sugli astri e mi riconoscerai, avrò il tuo odore.

Guardami.
Ti ho ucciso.

Gocciolano Perseidi sgrammaticate.

Siamo la poesia contro natura.

 

 

p.h. privata autoscatto autrice ®©
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