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Hades & Persephone,  George Clark Stanton 19th Century

“La relazione (…) è possibile, per una donna, a patto che ci possa sempre essere un ritorno e che si verifichi quindi un’oscillazione fra vicinanza e lontananza, altrimenti la relazione tende ad esaurirsi perché viene progressivamente annullata la distanza psichica tra opposte energie. L’ago di questa bilancia è Kore-Persefone, la fanciulla che diventa donna abbandonandosi nell’incontro e perseverando saggiamente l’integrità femminile. (…) L’unico modo per evitare l’aridità e la dipendenza (…) è quella di ritrovarsi periodicamente una in se stessa o, in altre parole, sovrana sulla propria autonomia femminile; (…) una donna è davvero una donna quando sa stare da sola in piena autonomia e quando è capace di inseguire una passione o di perdersi nella braccia di un uomo. E allo stesso modo, una donna è veramente tale se conserva un bene prezioso dentro di sé (…) Il senso dell’unione non è la simbiosi, in cui l’uno si annulla e diventa parte dell’altro, ma la tensione creativa che si accende quando l’uno e l’altra restano l’uno e l’altra. (…) è l’unione con l’Animus che trasforma la fanciulla in donna e la rende signora della sua vita interiore.”

Kore non può più tornare ad essere quella di prima. L’incontro con Ade la trasforma per sempre. È l’oscillazione fra l’unità in se stessa e l’unione con l’altro che le permette di essere una donna completa. Attraverso la violenza di questo incontro, desiderato e temuto, Ade diventa da violentatore a sposo, trasformando Kore in Persefone e spezzando per sempre l’incanto della fusione.

 

Marina Valcarenghi “Relazioni – Arianna e Teseo – Ade e Persefone”, pubblicato per Giovanni Tranchida Editore (1994)

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