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Beato chi riceve la grazia
di entrare nei divini misteri:
santifica la vita,
consacra l’anima nel tìaso,
e pio si purifica,
celebra sui monti
Bacco
e i riti della
gran madre Cibele;
scuotendo alto il tirso,
il capo cinto d’edera,
si fa ministro di Diòniso.
Andate, andate, Baccanti,
riconducete dai monti di Frigia
alle ampie contrade dell’Ellade
Diòniso, il figlio di un dio,
Diòniso,
il dio Bromio.

(Il coro)

«… Beato chi, protetto dagli dei, conoscendo i misteri divini conduce una vita pura e confonde nel tiaso l’anima, posseduto da Bacco sui monti tra sacre cerimonie.
Non è sapienza il sapere, l’avere pensieri superiori all’umano. Breve è la vita, chi insegue troppo grandi destini non gode il momento presente.
Costumi stolti di uomini dissennati stiano lontani da me…»

– Euripide, Baccanti, (vv. 72-77) –
Giovanni Duprè (1817-1882) – Baccante stanca (1856)

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