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       “… Nel mezzo, spartiacque tra lettere e diario, c’è lo Schiele scrittore, nobile vergatore di prose e liriche in cui mettere a nudo quei prodromi dell’Espressionismo che vengono riconosciuti alla sua arte pittorica. Schizzi autobiografici mescolati a istantanee di totale rapimento, quasi fosse davanti ad una delle amate tele. Sono forse queste le segrete vie del cuore di Schiele? “Io eterno bambino ho sempre seguito i passi della gente cupida e non volevo essere tra loro, dicevo; – parlavo e non parlavo, stavo in ascolto e volevo sentirli chiaramente, più chiaramente, e guardarli dentro… Io eterno bambino, – maledissi subito il denaro e ridevo accettandolo con commiserazione, l’atto tradizionale, l’imperativo di massa, l’oggetto di scambio, il denaro del profitto… Nessun affare. Tutti gli stati nascondono i pochi vivi. – Essere se stessi! – Essere se stessi!…”

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