” Annie e io: due donne, prive d’amore e di splendore: io non posso, lei non vuole più. Tutto il giorno siamo fianco a fianco, legate dall’affinità dei gesti, dei pasti […]; le nostre sedie sono l’una di fronte all’altra e io sono mancina, ci riflettiamo”

AMEDIT

lastragalo_albertine_sarrazin_cavalli_marcoEVASIONI CHE IMPRIGIONANO

L’Astragalo di Albertine Sarrazin | Nuova edizione Bompiani, 2016

di Marco Cavalli

Dopo quattro anni di carcere per rapina, la diciannovenne Anne evade lasciandosi cadere dal muro della prigione. Comincia così, con un volo da dieci metri di altezza, L’Astragalo, pindarico romanzo di Albertine Sarrazin pubblicato per la prima volta nel 1965. In quegli anni, specie in Francia e in particolare tra gli accademici e i sedentari, era molto apprezzata la letteratura scritta usando il gergo della malavita da sottoproletari di ambo i sessi, meglio se poco alfabetizzati e metrosessuali. Una moda inaugurata da Jean Genet sotto l’alto patronato di Jean-Paul Sartre e continuata con Violette Leduc, la cui madrina fu, guarda un po’, Simone de Beauvoir. Accodato alla cometa allora sfavillante di Genet, il libro d’esordio della Sarrazin ebbe un successo che non c’entra con le sue qualità di romanzo irriducibile a gusti e tendenze…

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