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Da quando sono nata,
mi sono sempre sentita al di fuori,
dovunque fossi,
fuori dall’immagine,
dalla conversazione,
sfasata,
come se fossi la sola a sentire rumori o parole che gli altri non percepiscono,
e sorda alle parole che invece sembrano sentire,
come se fossi fuori dalla cornice,
dall’altra parte di una vetrata
immensa e invisibile.

(Delphine De Vigan)

 

Ti lasci dietro delle cavità 
piene di cose bianche e morbide; 
Ed è vero, penso, 
che non sei più una di quelle cose che chiAmiAmo umani.

Il tuo Cuore si è spostato 
da qualcosa di insanguinato e aortico 
a un marmo fuso dorato, 

Le tue Ali ti tengono nascosta, in piena L’Una.

Un bambino piccolo ti vede. 
Non può fare a meno di urlare:
“Un angelo! Un angelo! “
E tu, 
tu sorridi e piangi

Per un sorso d’Immensità CARNALE…

 

 

pvt. 10/2018 ricordi mare ®©