POCHI AMICI * MOLTO AMORE :: Il blog di Carmine Mangone

Il cristianesimo, a partire da Paolo di Tarso, stigmatizza le pratiche e i discorsi erotici dell’antichità, esalta il celibato e aggancia la sessualità umana alla procreazione e al matrimonio eterosessuale ridimensionando ulteriormente la condizione sociale della donna, invero già piuttosto limitata nella stessa democrazia ateniese (dove i diversi ruoli di moglie, etera o concubina, erano del tutto funzionali a una regolazione patriarcale delle intemperanze asociali derivanti dalla passione amorosa). La Prima lettera di San Paolo ai Corinzi, anche in contrasto con i quattro vangeli sinottici, costituisce uno dei pilastri dottrinarî della misoginia e della ginecofobia che si stabiliranno nel mondo cristiano: ulteriore strappo rispetto al bacino naturale della vita e alle originarie prerogative creative e procreative della donna (cfr. 1Cor. 7,1-40; 11,3-10).
Nella crisi di valori e nella decadenza politica del tardo Impero romano, si assiste così a una progressiva diffamazione della sessualità, al deprezzamento della donna, nonché a…

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