Le licenze poetiche della sovversione

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POCHI AMICI * MOLTO AMORE :: Il blog di Carmine Mangone

I luoghi comuni sono gabbie. Il mondo mercificato fa schifo. Il “bello scrivere” è ammorbante. Bisogna quindi creare circostanze per rompere con tutte le parole edulcorate, riportando la poesia al suo significato più vero: di attitudine gioiosa e critica verso la bellezza possibile del mondo e delle relazioni tra viventi.
In tutte le espressioni dell’uomo contemporaneo, c’è sicuramente un’estremizzazione delle forme e un’opera di sfiancamento ai danni del significante; movimenti, questi, che nascono dall’incessante ricombinazione del valore ordita dai processi capitalisti e dalle contraddizioni sociali che essa innesca. Il capitale e lo Stato, non potendo permettere un’affermazione senza limiti dei viventi, ne rendono liberi i singoli frammenti di vita. La continuità tra i viventi – tra i potenziali amanti e amici – è sostituita quindi da molteplici, indistinte reattività episodiche.
Nella bellezza e nella responsabilità del vivere non esiste più un rigore, un ritmo, bensì un insieme di rigidità spacciate…

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CARA ME…

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sfeb

Alla mia Mamma ed al mio Papà. Anime di Luce. Vi sorrido, d’Amore Amore. Mi avete insegnato a splendere Oltre ogni Tutto. Grazie dalla mia Anima, ricercatrice, eterna di Bellezza, di altre Epoche e Vastità. A chi mi vuole bene ed a chi ne vorrò, nelle lacrime e nei sorrisi… Sempre e Sempre…

L’Anima viva risorge di nuova Luce e si apre, nel velo dell’Oltre. Lettera alla mia Anima. “God is in the Egg…” 

Cara Me,

Ricordati chi sei veramente. Il Corpo è un messaggero della Resistenza, la lanterna dell’Illuminazione. La Vita è un sentiero tortuoso e più ci affliggiamo e tormentiamo per la sua presunta presa, più ci si scava dentro. Le più belle epifanie della Luce piovono attraverso la più oscura lotta. Su, su, nei Cieli al di là e in tutti i sensi. E così, la buia tempesta della resistenza, passa attraverso la nostra stessa Essenza, verso l’Opera della Realizzazione, della vincita, dell’Amore, verso la Bellezza e verso la lotta di te, nella Guarigione… Ma ti amerò, mi amerò, amerò…

E ho il coraggio di…

Di…

“… Cavalca il tuo cavallo lungo i bordi della spada. Nasconditi nel mezzo delle Fiamme. I Boccioli dell’albero da frutta, fioriranno nel Fuoco. E il Sole sorge di sera…”

(Haiku zen, cit. in Marion Woodman, “Puoi volare Farfalla. Psicologia femminile e Trasformazione)

 

 

pvt. ®© 2017

SONO LIBERA…

Sono libera di vivere dove e come voglio,
di leggere ciò che voglio,
di pensare a tutto ciò che voglio come voglio,
e di ascoltare chi voglio.
Sono libera nelle vie delle grandi città,
dove nessuno mi vede,
mentre cammino sotto la pioggia scrosciante
senza un dove né un quando,
mormorando dei versi;
sono libera nel bosco,
e sulla riva del mare
in una solitudine benedetta,
e nella musica che risuona in me,
e nella mia stanza, quando chiudo la porta.
Posso sapere tutto quello che voglio sapere
e posso dimenticare quello che non mi serve.
Posso fare qualsiasi domanda e ricevere una risposta.
Posso scegliere i miei amici.
Sono felice di aver risolto tutti i teoremi dei miei anni immaturi.
Non mi fingo mai più intelligente,
più bella, più giovane e più buona
di quanto sono per apparire diversa,
perché non ho nessun bisogno di quelle menzogne.
Vivo nell’incredibile e indescrivibile lusso delle domande
e delle risposte del mio tempo,
che mi sono vicine e che sento come mie,
assolutamente libera di fare la mia scelta:
di amare quel che voglio e chi voglio.

(Nina Berberova, Il Corsivo è mio, 1901/1933)

– pvt. 2017 ®© –

 

angess

AlchiMIA

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“La terribile trappola della Tenerezza…”

(Paul Valéry, Quaderni, vol. V – Eros)

 

Arrivare a te dopo infinite ricerche,
Vederti su un volo libero vestita di AlchiMia,
Avvicinare la mia Mano per sfiorare l’Eternità,
Vestirci distanti – Istanti – mentre l’Effimero ci bacia.
Questa strada è già il nostro Sogno e magari, ci faremo l’Amore nel CoitoCuore della nostra Esistenza.

 

 

pvt. ®©

RIDiAMO

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Un fiore arrossisce. Ridono gli Occhi, dove l’Anima si sFaccia d’Arcobaleno. Puppattola – nuda – d’Amore…

 

A un te che io inventai
Pensare a te è cosa delicata.
È un diluire di colore denso e pieno
e il passarlo in acquarello finissimo
con un pennello di martora.
Un pesare chicchi di nulla in bilancia minima,
un intrecciare fili di ferro cauto e attento,
un proteggere la fiamma contro il vento,
un pettinare chiome di bambini.
Un districare fili da cucito,
un correre su lana, ché nessuno senta o sappia,
un planare di gabbiano come un labbro sorridente.
Penso a te con tanta tenerezza
come se fossi vetro o velo di porcellana
che al solo pensarti ti potresti spezzare.

António Gedeão

 

Sbirulino, Me. ®©  

No “God spot” to be found in the brain

The Philosopher's Eye

Phrenologychart(Cross posted in Religion Compass Exchanges)

Reuters have reported the recent publication of How God Changes Your Brain. This book takes a neurotheological – ‘the study of the brain’s role in religious belief’- approach to prayer and meditation in an effort to understand the biological processes involved. The writers, Andrew Newburg and Mark Robert Waldman have used brain scans on individuals who were either praying or meditating, to identify what they describe as “God circuits”.

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ECCETTO…

 

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Che i tuoi Sogni siano l’Essenza dell’Opera

Che il tuo Sguardo sia Portento infinito

Che tu sia

Cibo

d’Ignoto e Vastità.

M.C.L.P.

 

Essere tenera, matta e chiassosa
-bramare di vivere!-
Essere affascinante ed intelligente,
incantevole!

Più tenera di tutti quelli che sono e sono stati,
non conoscere la colpa …
-oh, indignazione, perché nella tomba
tutti noi siamo uguali!

Diventare ciò che non è caro a nessuno,
-oh, diventare come ghiaccio!-
senza sapere ciò che è stato
né ciò che verrà,

dimenticare come il cuore si è spaccato
e si è di nuovo saldato –
dimenticare le proprie parole e la voce
e lo splendore dei capelli.

Il braccialetto di turchese antico
sul piccolo gambo
su questa sottile, su questa lunga
mia mano …

 

Marina Cvetaeva Ivanovna, da “Eccetto l’Amore”

 

pvt. 10/2018 ®©

ELLE

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Nulla posso dire di te trascorri nell’ombra
E’ per questo che nell’oscurità sei la mia guida
Innominabile mi offri la schiena
per il mio tatto e le mie ansie il cammino dei re
e nella tua superficie profonda cade il mio spirito cieco
un raggio assetato di se stesso

Tu sei un’altra cosa
Posso entrare in te soltanto come interferenza
affinchè le mie carezze siano portate
come i resti d’un naufragio
dall’incommensurabile fiume di parole
che sotto la tua pelle attraversa l’infinito spazio del silenzio.

Alejandro Jodorowsky

 

 

pvt. Mentone estate 2018 ®©